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Intervista: ristorante Casa Lady

Casa Lady

Da quanti anni è aperto il ristorante “Casa Lady”? Raccontaci un po’ la tua storia e quella del tuo locale.

Siamo aperti da circa 7 anni. All’inizio è stata dura ma con costanza ci siamo ora stabilizzati.

Proponi già un menù vegetariano o vegano ai tuoi clienti?

Facciamo qualche serata a tema e tra queste anche menù vegetariani e vegani. Il piatto forte di Casa Lady è spaghettoni di Gragnano con ragù di radicchio veronese stufato con Ripasso della Valpolicella

Come sei venuto a conoscenza di MacroChef e cosa ti è piaciuto dell’iniziativa?

Tramite il blog: letture segrete di Simone Sole e devo dire che era ora che ci fosse un po’ di movimento in questo settore.

Chi è abituato a mangiare soprattutto proteine animali considera l’alimentazione a base vegetale poco appetitosa. Esiste secondo te un modo per  far cambiare loro idea?

È estremamente difficile, fintantoché non cambia la testa il palato rimane sempre lo stesso. Dopo anni di esperienza ho notato che le persone tendono a mangiare con la mente più che con il palato. Per questo a volte non dico che certi piatti e soprattutto i dolci, sono vegani ma li sorprendo dopo. E pure in questo caso dopo i primi apprezzamenti, salta fuori la frase “mi sembrava ci fosse qualcosa di strano…”

Tornando al tuo ristorante, quali sono le principali peculiarità che i clienti possono trovare una volta entrati?

Siamo di fronte alle acque del lago di Garda, sarebbe presuntuoso quindi non mettere al primo posto la vista che abbiamo di fronte. Anche se i nostri clienti non tornano a Casa Lady solamente per la vista..

Se dovessi descrivere Casa Lady con tre aggettivi, quali sceglieresti?

Qualità, tradizione e cura.

Chiudiamo con un sorriso: siamo nell’era degli slogan “piacioni”. Inventane uno su due piedi per promuovere il tuo locale.

Chi mangia l’insalata fa la vita beata.

Vista Casa Lady Casa Lady Casa Lady

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Intervista: ristorante La Mucca Gioiosa

mucca gioiosa

Da quanti anni è aperto il ristorante “La Mucca Gioiosa” Raccontaci un po’ la tua storia e quella del tuo locale.

La storia del locale è molto simpatica!Il mio ex era cuoco, aprimmo il ristorante insieme, poi finita la prima stagione finì anche la coppia…ma fa niente!Ho portato il progetto avanti da sola.. E adesso sono 8 anni che esiste “La Mucca Gioisa”!

Proponi già un menù vegetariano o vegano ai tuoi clienti?

Si lo propongo già; il piatto forte vegan de “La Mucca Gioiosa”
 è la tagliata di seitan!

Come sei venuto a conoscenza di MacroChef e cosa ti è piaciuto dell’iniziativa?

Tramite una vostra e-mail.

Chi è abituato a mangiare soprattutto proteine animali considera l’alimentazione a base vegetale poco appetitosa. Esiste secondo te un modo per  far cambiare loro idea?

Sicuramente sì, sono già 8 anni che ci riesco!

Tornando al tuo ristorante, quali sono le principali peculiarità che i clienti possono trovare una volta entrati?

Una stupenda terrazza esterna sulla campagna toscana, un ambiente molto tranquillo e uno staff cordiale e sempre sorridente! Due menù del giorno (uno toscano e uno vegetariano) e dei piatti tipici à la carte!

Se dovessi descrivere La Mucca Gioiosa con tre aggettivi, quali sceglieresti?

Affascinante, rilassante e romantico.

Chiudiamo con un sorriso: siamo nell’era degli slogan “piacioni”. Inventane uno su due piedi per promuovere il tuo locale.

Oddio… Questa e’ difficile! “Come and try.. No deny!”

mucca gioiosa  mucca gioiosa

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Intervista: ristorante 2uepuntozero

2duepuntozero

Da quanti anni è aperto il ristorante “2uepuntozero”? Raccontaci un po’ la tua storia e quella del tuo locale.

2uepuntozero nasce nel gennaio del 2012 con l’intento di soddisfare i clienti che hanno abitudini alimentari diverse tra loro. Spesso chi è  vegetariano o vegano si trova in difficoltà nel trovare un locale che possa consigliare nel menù alimenti bio e di origine vegetale e nel contempo riesca anche a soddisfare chi non nutre tale abitudine, ma preferisce alimentarsi tradizionalmente.

Così ecco che per far conoscere sapori nuovi e combinazioni nutrizionali di varia tipologia, abbiamo creato impasti per pizza sia normali con farina doppio zero ma anche speciali senza latticini, al kamut, ai nove cereali, integrali, di soia, mentre sulla carta del ristorante tempeh, tofu, seitan e muscolo di grano fanno protagonismo con dolcezza e maestria senza deludere nessuno; chi poi fosse interessato alla tradizionale grigliata di carne o ai taglieri di salumi può comunque accompagnare l’amico vegano senza troppo coinvolgimento nei sapori alternativi.

Questo progetto nasce anche per esigenze di intolleranze alla farina raffinata e ai lieviti, così noi usiamo il lievito madre e facciamo maturare gl’impasti minimo 24 ore, alcuni 36 ed altri 48 ore. Per chi poi dovesse essere intollerante al glutine, abbiamo ottenuto l’iscrizione all’AIC e  creato un menù apposito e certificato, di originale presentazione e dal gusto personalizzato.

Proponi già un menù vegetariano o vegano ai tuoi clienti?

I piatti che sono più graditi dai nostri clienti qui al 2uepuntozero variano dalle focacce integrali farcite con tofu condito al curcuma e dragoncello e spolvero di alghe combu, mela e salsa curry con pomodori essiccati, o la focaccia di soia con carote, zucchine fresche e germogli di soia, presentata con crema di tofu alle olive e una spolverata di noci, oppure dalla cucina, burger vegetali con riso basmati e verdure saltate o spezzatino di muscolo di grano con ratatuille di verdure e primi di pasta bio con ragù di seitan.

Come sei venuto a conoscenza di MacroChef e cosa ti è piaciuto dell’iniziativa?

Quando mi capita di comprare online libri o altro,  il primo sito che consulto è quello di Macro edizioni. È così che ho scoperto con gioia la vostra iniziativa. Il vostro è un progetto ambizioso e interessante  ed è in perfetta sintonia con lo spirito della nostra attività.

Io personalmente ho iniziato una dieta vegana da quasi un anno, dopo la lettura e l’approfondimento di The China Study del dott.Campbell e delle sue ricette. Quindi spero che questo progetto abbia successo, anzi ne sono certo.

Chi è abituato a mangiare soprattutto proteine animali considera l’alimentazione a base vegetale poco appetitosa. Esiste secondo te un modo per  far cambiare loro idea?

Ovviamente la risposta è si. Gli alimenti sono alimenti ma saperli combinare ed esaltare diventa un’arte e noi come professionisti amiamo stupire e proviamo in tutti i modi a proporre assaggi o degustazioni mirate proprio a  far conoscere nuovi sapori e gusti che dall’immaginabile divengono concreti e preziosi per tutti coloro che ne accedono.

Tornando al tuo ristorante, quali sono le principali peculiarità che i clienti possono trovare una volta entrati?

Noi siamo nel campo della ristorazione da più di vent’anni. Conosciamo le esigenze dei clienti che oggi sono ancora più selettivi, critici e diffidenti a volte persino difficili e scorbutici. La ricetta di base però non cambia, gentilezza e cura della persona, un grande sorriso e benvenuto nella grande famiglia, e soprattutto qualità nel servizio e negli alimenti.

Il nostro locale è in stile moderno, abbiamo due grandi monitor su cui vengono proiettate immagini selezionate di vario tipo, da paesaggi ad animali, dall’arte figurativa a quella astratta, insomma una piacevole visione che non disturba  ma che è assai gradita. Non mancano opere di arte contemporanea esposte sulle pareti e di sculture nelle nicchie. Ma ciò che distingue in assoluto il 2uepuntozero è quello che siamo riusciti a creare come varietà d’impasti per la pizza e questa doppia carta vegetale e vegana con quella tradizionale di carne e insaccati e formaggi.

Se dovessi descrivere il “2uepuntozero” con tre aggettivi, quali sceglieresti?

Originale, alternativo, unico.

Chiudiamo con un sorriso: siamo nell’era degli slogan “piacioni”. Inventane uno su due piedi per promuovere il tuo locale.

La vita è come una lampada e il cibo come l’olio. Quando l’olio è finito la lampada si spegne, e senza cibo la vita s’interrompe…

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Il kit MacroChef in anteprima

Kit MacroChef

Pochi giorni fa sono arrivati qui in sede i kit MacroChef per i ristoranti, le spedizioni sono già incominciate. Vuoi vedere il kit Macrochef in anteprima?

Che cos’è il kit MacroChef

Il kit MacroChef che arriverà presto a tutti i ristoratori aderenti è composto da:

  • Il menù MacroChef
  • I nostri libri di ricette in omaggio
  • Un ricettario da regalare ai clienti che prendono almeno una portata dal menù
  • Il nostro materiale promozionale

Le immagini del Kit in anteprima

 

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Intervista: agriturismo La Roverella

La Roverella

Da quanti anni è aperto l’agriturismo “La Roverella”? Raccontaci un po’ la tua storia e quella del tuo locale.

Ciao, io mi chiamo Lori, ho 55 anni, sono sposata, ho 2 figlie e 2 nipoti e sono la proprietaria dell’Agriturismo La Roverella. Il mio ristorante è aperto dal 2002 ed ho anche un’azienda agricola biologica di quasi 6 ettari dove coltiviamo ortaggi, frutta, olive, cereali e piante officinali. Questo progetto nasce da una scelta di vita più sana e meno frenetica, a contatto con la natura, che è iniziato nel 1999 quando abbiamo acquistato l’azienda.

Proponi già un menù vegetariano o vegano ai tuoi clienti?

Fin dall’inizio abbiamo proposto menù anche vegetariani, ma non sapevo quasi niente della cucina vegana, poi circa 2 anni fa ho conosciuto una nutrizionista, con la quale ora collaboro, che mi ha fatto conoscere questo tipo di cucina più sano e da un anno e mezzo sono anche io “quasi” (purtroppo le esigenze lavorative mi obbligano ad assaggiare ogni piatto) vegan.

Nel mio menù ci sono diversi piatti vegan e ogni 15 giorni organizzo un buffet completamente vegan che sta riscuotendo molto interesse anche da parte degli onnivori!!! I piatti più richiesti sono gli gnocchi integrali con noci e pinoli e i falafel.

Come sei venuto a conoscenza di MacroChef e cosa ti è piaciuto dell’iniziativa?

Sono venuta a conoscenza dell’iniziativa da una stagista vegan che frequenta l’istituto alberghiero serale. Mi è piaciuto il fatto che coinvolga ristoranti di tutta Italia permettendoci di essere uniti in un progetto comune.

Chi è abituato a mangiare soprattutto proteine animali considera l’alimentazione a base vegetale poco appetitosa. Esiste secondo te un modo per  far cambiare loro idea?

In effetti, quando si parla di cucina vegana, tutti pensano “Ahh, mangiate solo verdura” e questo, per me, è diventata una sfida tanto che nei buffet che propongo ci sono 15/16 piatti diversi, gustosi e saporiti che fanno ricredere tutti, anche perché magari le persone meno informate la confondono con la cucina macrobiotica…e non è la stessa cosa!!!

Tornando al tuo ristorante, quali sono le principali peculiarità che i clienti possono trovare una volta entrati?

All’agriturismo La Roverella i clienti trovano una discreta scelta di piatti tradizionali, vegetariani e/o vegani, faccio quasi tutto a mano: pane di diversi tipi, grissini, focacce e brioche (tutto con la pasta madre), e anche la pasta fresca è autoprodotta.

Riusciamo ad accontentare quasi ogni esigenza, specialmente quelle di gruppi non omogenei per le scelte alimentari. Mi trovo anche in una tranquilla zona di campagna scarsamente abitata, lontano da rumori e inquinamento e specialmente le famiglie con bambini apprezzano il fatto che non ci sono pericoli e che hanno a disposizione un angolo giochi interno e un ampio giardino dove possono divertirsi tranquillamente.

Se dovessi descrivere La Roverella con tre aggettivi, quali sceglieresti?

Accogliente, familiare e gustoso.

Chiudiamo con un sorriso: siamo nell’era degli slogan “piacioni”. Inventane uno su due piedi per promuovere il tuo locale.

Vieni a scoprire il gusto del buon cibo!!!

La Roverella La Roverella

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Intervista: ristorante Collina Contadina

Collina Contadina

Da quanti anni è aperto il ristorante “Collina Contadina”? Raccontaci un po’ la tua storia e quella del tuo locale.

Il nostro ristorante “Collina Contadina “ dell’azienda agricola biologica Gardinina è aperto dal 20 di giugno. Siamo un’azienda agricola biologica da più di 20 anni, con agriturismo dal 2002.

In questi anni abbiamo fatto “scoprire “ ai nostri ospiti il vero sapore di un pomodoro, un’insalata o una pesca. Adesso stiamo ristrutturando una nuova saletta per degustazioni e un punto vendita diretto dove chiunque venga a trovarci potrà acquistare alimenti in stagione completamente biologici.

Proponi già un menù vegetariano o vegano ai tuoi clienti?

Per ora siamo poco esperti di cucina vegana, mentre sulla vegetariana non ci sono problemi; un po’ ci aiuta la tradizione toscana: panzanella, pappa, zuppa di pane ecc. sono piatti tipici della zona da sempre; un po’ ci piace molto mangiare i prodotti del nostro orto appena colti e cucinati semplicemente o d’inverno, zuppe, vellutate e tortini che parlano da soli!

Come sei venuto a conoscenza di MacroChef e cosa ti è piaciuto dell’iniziativa?

Vi abbiamo conosciuto grazie alla mail che ci avete inviato.

Chi è abituato a mangiare soprattutto proteine animali considera l’alimentazione a base vegetale poco appetitosa. Esiste secondo te un modo per  far cambiare loro idea?

Credo che se le persone assaggiassero le verdure coltivate biologicamente e appena colte, il nostro miele e la crema di nocciole, marmellate e frutta sciroppata al naturale, i nostri oli aromatizzati ecc. non ci sarebbe bisogno di nessuno sforzo.

Tornando al tuo ristorante, quali sono le principali peculiarità che i clienti possono trovare una volta entrati?

I clienti ( anche se noi preferiamo chiamarli ospiti ) trovano un ambiente semplice dove si mangiano cose biologiche, di stagione, coltivate e cucinate con amore.

Se dovessi descrivere la “Collina Contadina” con tre aggettivi, quali sceglieresti?

Semplice, contadino e familiare.

Chiudiamo con un sorriso: siamo nell’era degli slogan “piacioni”. Inventane uno su due piedi per promuovere il tuo locale.

“Qui puoi venire per qualche ora per degustare il nostro cibo e vino, per un pomeriggio per la nostra lezione di pasta fatta in casa, per qualche giorno per immergerti nella tranquillità del posto, con il solo suono di uccellini, api e grilli.”

Collina Contadina Collina Contadina Collina Contadina Collina Contadina

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Intervista: agriturismo Cashmere in Fabula

Cashmere in Fabula

Da quanti anni è aperto l’agriturismo “Cashmere in Fabula”? Raccontaci un po’ la tua storia e quella del tuo locale.

Il nostro agriturismo è aperto da 2 mesi come cucina, anche se l’azienda agricola è nata 8 anni fa. Personalmente mi occupavo di Informatica e mia moglie è insegnante; ci è venuta voglia di vivere immersi nella natura e per questo motivo abbiamo scelto l’alta valle Tanaro, un posto davvero incredibile ricco di storia e cultura ma ancora molto poco conosciuto.

Per poter far capire al meglio questa scelta è sufficiente affermare che è una zona EMAS: il massimo riconoscimento in ambito di certificazione ambientale e se ancora non bastasse è la zona più vasta di tutta Europa con questo tipo di certificazione, per chi lo desiderasse può consultare il sito del Gal Mongioie per avere le idee più chiare di quanto sia importante questa certificazione www.mongioie-leader.it.

Proponi già un menù vegetariano o vegano ai tuoi clienti?

Assolutamente si, per coloro che lo richiedono ci rendiamo disponibili a cucinare prodotti a base di vegetali. Molti clienti sono rimasti davvero colpiti da alcune frittelle realizzate con i fiori di Sambuco, forse il motivo reale di tanto apprezzamento è che queste prelibatezze si sono perse nel tempo, e possono essere gustate sia salate che dolci.

Credo sia geniale da parte Vostra raggiungere un pubblico che ricerca prodotti sani e genuini attraverso ristoratori sempre più consapevoli in ambito alimentare, nel nostro caso ad esempio produciamo attraverso un’ associazione e consorzio della valle Tanaro, il fagiolo Bianco di Bagnasco e il Cece di Nucetto, due colture perse nel tempo ma da alcuni anni reintrodotte sul territorio, da non dimenticare anche le patate e la mitica rapa di Caprauna, alcune farine spettacolari come il mais 8 file oppure il grano saraceno. Tutto  rigorosamente macinato a pietra.

Come sei venuto a conoscenza di MacroChef e cosa ti è piaciuto dell’iniziativa?

Da tempo ricevo la newsletter di Vivi Consapevole, ci sono arrivato tramite Erbaviola che scrive cose interessanti e parla bene di Voi, appena è arrivata la Vostra mail non ci ho pensato due volte nell’aderire ad una cosa del genere, credo sia una scelta culturale se posso usare questo termine, io ci credo e lo devo a mia moglie e mio figlio.

Chi è abituato a mangiare soprattutto proteine animali considera l’alimentazione a base vegetale poco appetitosa. Esiste secondo te un modo per  far cambiare loro idea?

Viviamo in un’ epoca ricca di contraddizioni: spesso si parla di cibo come cultura, km zero e prodotti locali, siamo pieni di trasmissioni che parlano di cibo, di gare, ma se uno ci pensa bene è impossibile sentire i profumi dalla TV; spesso si cucina per sentito dire senza conoscere realmente tutta una serie di prodotti e sapori, la cucina è spesso orientata alla vista più che al gusto e all’olfatto, se si riesce e se si vuole trovare un pochino di tempo, sono certo che provando cose semplici si possa cambiare immediatamente idea su certi cibi.

Mi ha colpito la frase e lo sguardo di un bambino dopo aver assaggiato la frittella di sambuco, davvero banale e veloce da preparare: «Ammazza che buone, mamma piantiamo sto Sambuco in giardino e impara a farle, chiedi al cuoco gli ingredienti», la risposta della Mamma imbarazzata è stata: «Ora stai buono che se ti comporti bene torniamo presto a mangiare in questo locale, forse già a settembre ci ritorniamo» peccato che in quel periodo i fiori non ci siano. Ma nessun problema poiché qui al Cashmere in Fabula troveranno forse dei funghi deliziosi o altro che si trova nel bosco,anche solo semplicemente delle foglie di salvia in pastella ma rigorosamente raccolte al mattino e non alla sera.

Tornando al tuo ristorante, quali sono le principali peculiarità che i clienti possono trovare una volta entrati?

Prodotti locali a KM zero, sicuramente cece di Nucetto e Fagiolo Bianco di Bagnasco.

Se dovessi descrivere il “Cashmere in Fabula” con 3 parole, quali sceglieresti?

Osserva odora e assaggia.

Chiudiamo con un sorriso: siamo nell’era degli slogan “piacioni”. Inventane uno su due piedi per promuovere il tuo locale.

Il nostro locale è ricco di materiali poveri ma ben assemblati e ben disposti come la natura recita.

Cashmere in Fabula Cashmere in Fabula

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Intervista: ristorante Pantha Rei

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Da quanti anni è aperto il ristorante “Pantha Rei”? Raccontaci un po’ la tua storia e quella del tuo locale.

Pantha Rei è al suo quarto anno di vita. Tutto nasce per il desiderio di cambiare vita e dedicarsi alla buona cucina, alla ristorazione, al sogno di sempre. Il ristorante si trova nel centro di Roma, al Pantheon, e conta 60 coperti in totale. C’è un’atmosfera calda e accogliente che lo caratterizza. Cucina romana, carne, pesce e una buona lista di vini è la nostra proposta che dal 2013 è anche GLUTEN FREE e riconosciuta dall’Associazione Italiana Celiachia.

Proponi già un menù vegetariano o vegano ai tuoi clienti?

Non proponiamo ancora un menù vegetariano (e soprattutto vegano) ai nostri clienti, ma tutti i giorni presentiamo un freschissimo buffet di verdure preparate in tutti i modi, con frittatine, pasta fredda, pizzeria farcita, mozzarella di bufala, ricotta e tanto altro ancora. A questo si  aggiungono tante insalatone giganti che i nostri clienti trovano elencate nel menù del pranzo. Aderiamo all’iniziativa perché intendiamo arricchire la nostra proposta sul vegetariano viste le tante richieste dalla clientela.

Come sei venuto a conoscenza di MacroChef e cosa ti è piaciuto dell’iniziativa?

La  vostra mailing list è capitata a “cecio” come si dice a Roma.

Chi è abituato a mangiare soprattutto proteine animali considera l’alimentazione a base vegetale poco appetitosa. Esiste secondo te un modo per  far cambiare loro idea?

Io stesso ho cambiato idea avendo una moglie vegetariana da diversi anni. A casa mangio di tutto: tofu con verdure cotte nel wok e condite con salsa di soia, scaloppine di seitan al limone,  felafel accompagnati dalla salsa di yogurt, succo di limone e erba cipollina…. tante proteine vegetali…

Tornando al tuo ristorante, quali sono le principali peculiarità che i clienti possono trovare una volta entrati?

Da noi trovano un’ottima qualità del cibo, tanta attenzione al cliente e prezzi onesti.

Se dovessi descrivere il Phanta Rei con tre aggettivi, quali sceglieresti?

Familiare, particolare e buono.

Chiudiamo con un sorriso: siamo nell’era degli slogan “piacioni”. Inventane uno su due piedi per promuovere il tuo locale.

Pantha Rei… TUTTO SCORRE… fermati e goditi un momento di buona cucina !

Fantastici piatti del Pantha Rei Panta-rei_bancone-del-bar_ Dettaglio Pantha Rei

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Intervista: ristorante Alchimia

Ristorante Alchimia

Da quanti anni è aperto il ristorante “Alchimia”? Raccontaci un po’ la tua storia e quella del tuo locale.

Da circa due mesi  è nata l’esigenza di creare, all’interno del mio già avviato ristorante tradizionale, un menù  che soddisfacesse  la crescente richiesta dei vegetariani di avere a Ravenna un punto dedicato a loro. Dopo aver fatto la conoscenza  della Chef Ivana Carroli, mi sono adoperato perché questo progetto si avverasse. Grazie alla sua pluriennale esperienza il progetto è potuto partire.

La sua conoscenza in materia e la sua capacità di spaziare in una cucina così particolare mi ha fatto capire che la strada che stavo intraprendendo era quella giusta. L ‘interesse da parte della clientela  dimostrato in questi pochi mesi è andato oltre le nostre aspettative.

Proponi già un menù vegetariano o vegano ai tuoi clienti?

Sì, da due mesi affianco al menù tradizionale anche un menù vegetariano e vegano biologico e pizze fatte con farina di farro e Kamut.

Come sei venuto a conoscenza di MacroChef e cosa ti è piaciuto dell’iniziativa?

Sono venuto a conoscenza di MacroChef tramite la visita di un vostro incaricato. Mi è piaciuta l’iniziativa in se stessa e la visibilità che avete posto ai ristoranti vegetariani, la grafica e l’impostazione del sito.

Chi è abituato a mangiare soprattutto proteine animali considera l’alimentazione a base vegetale poco appetitosa. Esiste secondo te un modo per  far cambiare loro idea?

Sì è vero molti considerano l’alimentazione vegetariana priva di gusto e poco appetitosa, ma vi posso assicurare che per il menù che il ristorante Alchimia è difficile non parlare di gusto e appetibilità. Spesso alcune persone, direi i più scettici, hanno dovuto ammettere, che la differenza era davvero minima e che gusto e sapore , anche se diversi, incontravano nella novità, piacevolezza e appetibilità.

Credo comunque che la cosa migliore, prima di ogni prevenuto giudizio, sia incontrarci e sperimentare la nostra cucina vegetariana biologica che offre molteplici possibilità di scelta anche nella pizza biologica fatta con farine di farro e kamut. Il tutto accompagnato, per i più esigenti, con vini biologici regionali.

Tornando al tuo ristorante, quali sono le principali peculiarità che i clienti possono trovare una volta entrati?

Innanzitutto, la ricca scelta del menù, il buffet a vista a pranzo dal lunedì al venerdì, i consigli, la ricerca dei prodotti di qualità, l’esperienza, la conoscenza degli ingredienti,  l’accuratezza e la passione nel prepararli, la stagionalità nell’uso delle verdure, il servizio e l’attenzione ai particolari, il menù che cambia spesso, i piatti più specifici per intolleranti e allergici. Tutte punte di diamante per una cucina che predilige, oltre ai gusti ed ai sapori anche una sensibilità etica. E poi la location della sala da pranzo piacevolmente arredata con gusto e raffinatezza.

Se dovessi descrivere il ristorante “Alchimia” con tre aggettivi, quali sceglieresti?

Professionalità, attenzione, gusto.

Chiudiamo con un sorriso: siamo nell’era degli slogan “piacioni”. Inventane uno su due piedi per promuovere il tuo locale.

L’ Alchimia dei sapori si intravede già in un nome.

Ristorante Alchimia

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Intervista: ristorante Mezzaluna

Ristorante Mezzaluna

Da quanti anni è aperto il ristorante Mezzaluna? Raccontaci un po’ la tua storia e quella del tuo locale.

Dal 1994 , io e l’allora mio compagno, oggi marito, che avevamo fatto la scelta di nutrirci senza crudeltà ed eravamo affascinati dalla macrobiotica, decidevamo di aprire un locale tipo birreria (il genere di locale allora di moda tra i giovani) ma in versione completamente vegetale e secondo i dettami della macrobiotica. Costando però allora troppo la licenza di somministrazione abbiamo ripiegato sul negozio di alimenti naturali con gastronomia da asporto, come quello del nostro amico e pioniere del biologico Mimmo (Domenico) Matarozzo di Via Lancia a Torino.

Non senza difficoltà  i primi anni, abbiamo contribuito a far conoscere l’alimentazione vegetale-macro e a farla apprezzare a un numero sempre crescente di clienti. Nel 2000 alcune agevolazioni del comune ci fanno ottenere la sospirata licenza, cominciamo così il servizio al tavolo che ci ha fa apprezzare molto nelle pause pranzo, mantenendo però contemporaneamente il negozio di alimenti naturali.

Nel 2003 il primo VEG-festival di Torino, che ci ha visto tra gli organizzatori, ha gettato le basi per la diffusione  di quello che fu il primo embrione del movimento VEGAN, oggi così attuale. Nel 2012 arriva l’occasione per l’ampliamento dei locali, e reinvestendo i frutti dei tanti anni di lavoro precedenti realizziamo quello che c’è adesso: un vero e proprio ristorante e bar vegan e, a fianco, la vendita al dettaglio di prodotti biologici e vegan al 90% (deroga su latte e uova come ingredienti di alcune merendine).

Nel maggio 2013 l’ultimo grande salto: oltre al pranzo inseriamo il servizio ristorante vero e proprio alla sera (per ora giovedì, venerdì e sabato) con la cucina espressa, piatti curati non solo nel gusto e negli ingredienti, ma anche presentati con cura ed eleganza, accompagnati da ottimi vini biologici  e birre di alta qualità. Il menu varia settimanalmente e si può vedere sulla pagina facebook Mezzaluna Bio o sulla sezione menu cena del nostro sito www.mezzalunabio.it. Siamo molto fieri di questa svolta che ha aumentato l’apprezzamento nei confronti della nostra cucina, bella oltre che buona, sana e con gli ingredienti migliori, e che è in crescita continua.

Proponi già un menù vegetariano o vegano ai tuoi clienti?

Propongo il menù vegano da sempre.
Il piatto forte del ristorante Mezzaluna è senza dubbio lo sformato di quinoa e le scaloppine di seitan con sughi che variano con le stagioni, alla sera la pasta fresca e le lasagne, e poi le polpette di seitan, le crocchette di miglio, l’insalata russa senza uova che ho messo a punto nel 1995. Una cosa che pochi altri sanno fare apprezzare sono i legumi e le insalate con le alghe.

Come sei venuto a conoscenza di MacroChef e cosa ti è piaciuto dell’iniziativa?

Avevo appena finito di leggere “The china study” quando mi è arrivato il vostro invito e conosco la Macro Edizioni da 20 anni. Molti dei libri che hanno costruito la mia cultura sono editi da voi, e siccome già faccio questo lavoro mi è piaciuta molto l’iniziativa.

Chi è abituato a mangiare soprattutto proteine animali considera l’alimentazione a base vegetale poco appetitosa. Esiste secondo te un modo per  far cambiare loro idea?

Non sono mai venuti a mangiare al ristorante Mezzaluna! Moltissimi miei clienti non sono neanche vegetariani eppure vengono tutti i giorni a mangiare da noi.

Diciamo che l’approccio intransigente della vecchia macrobiotica ha creato cattiva fama all’alimentazione vegetale, dimenticando che l’obbiettivo non era il rispetto della REGOLA ma la felicità e la salute. Ecco io faccio questo, diffondo felicità e salute attraverso la cucina secondo la regola, ma senza fanatismo.

Tornando al tuo ristorante, quali sono le principali peculiarità che i clienti possono trovare una volta entrati?

Intanto un ambiente informale, con la cucina in mezzo alla sala, tanto che si può quasi mettere il naso nelle pentole e che si ispira allo storico circolo vegetariano di Calcata (nella campagna laziale a nord di Roma) di Paolo D’Arpini, dove ci si incontrava per mangiare cibo sano, naturale e cruelty free ed era frequentato da persone interessanti con cui dissertare di filosofia, etica e cucina, come succede da noi.

Lo abbiamo arredato con materiali ecologici come i tavoli di tetrapack pressato ed è ubicato in un edificio storico con delle belle volte di mattoni rossi. Nel locale accanto un fornitissimo negozio di prodotti biologici con le migliori marche del settore accuratamente selezionati. C’è anche il dehors da marzo ad ottobre su una delle piazze più carine di Torino e centro del Quadrilatero Romano, uno dei quartieri della movida torinese.

Se dovessi descrivere il “Mezzaluna” con tre aggettivi, quali sceglieresti?

Accogliente, simpatico e appetitoso.

Chiudiamo con un sorriso: siamo nell’era degli slogan “piacioni”. Inventane uno su due piedi per promuovere il tuo locale.

“Talento e competenza al servizio del gusto, dell’etica e del benessere”. Non è piacione e neanche inventato adesso, ma tant’è.

Ristorante Mezzaluna Ristorante Mezzaluna Ristorante Mezzaluna Ristorante Mezzaluna

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